Storie di ADHD coaching: Patrizio, 40 anni, manager

Storie di ADHD coaching: Patrizio, 40 anni, manager

Patrizio è un manager di circa 40 anni e cerca online un ADHD Coach poco dopo una diagnosi di ADHD combinato a cui è giunto a seguito di sue ricerche e letture. Si sentiva “diverso” e non riusciva a capire perchè facesse fatica a “fare come gli altri”. Attualmente non gli è stato proposto il farmaco, sta seguendo un percorso psicoterapia cognitivo-comportamentale che, tra le altre cose, gli ha insegnato a comprendere il suo ADHD. Patrizio lavora in una grande impresa multinazionale illuminata, che prevede percorsi di coaching specifici per i suoi manager, in particolare per quelli con neurodivergenze.

Obiettivi

Patrizio porta al suo ADHD Coach la necessità di comprendere come realizzare gli obiettivi che gli sono affidati al lavoro, nella sua area di business. Fatica a rispettare le scadenze, a dire di no, prendendosi carichi di lavoro che non riesce a sostenere e, a causa di un profondo senso di inadeguatezza, fatica a dormire di notte e si sente prossimo al burnout. Chiede di avere strumenti che gli permettano di evitare la procrastinazione e di utilizzare meglio le funzioni esecutive.

Talenti

Capacità di giudizio, pensiero critico, apertura mentale Amore per il sapere, curiosità e capacità di analisi e studio Creatività, ingegnosità, pensiero laterale Sensibilità, empatia e generosità Patrizio scopre un innato talento nel “sentire” le emozioni (prima vissuto come difetto, emotività) e utilizzarne l’energia

Strategie

Patrizio apprende e modella su di sé strategie ed azioni utili nel – definire le priorità sul lavoro focalizzando l’attenzione sugli aspetti fondamentali – dire di no ai “ladri di tempo e attenzione”: es. eccesso di cura dei dettagli, richieste di altri non urgenti – evitare continue procrastinazioni di attività considerate noiose o spiacevoli – comunicare ed esprimersi in modo sereno senza rinunciare a dire la sua – gestire e navigare le proprie emozioni

Risultati

Dopo i primi incontri Patrizio riceve il feedback del suo responsabile diretto, che gli rimanda sostanziali miglioramenti, tra cui: – maggior affidabilità nel rispetto di tempi e scadenze – capacità di limitare le perdite di tempo in dettagli o in attività non utili – più serenità e benessere nella relazione con lui e con i colleghi

Cosa dice

“Ho imparato ad apprezzare i lati positivi e scoperto come usare l’ADHD a mio vantaggio: per esempio, l’iperfocus: adesso so come fare in mezz’ora quello che in altri momenti mi avrebbe chiesto 5 ore tra procrastinazione e faticoso lavoro. Mi sento più libero e capace, non vivo più la mia condizione ADHD come una frustrazione e una vergogna da coprire ma come una caratteristica del mio essere”.

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